altri tasselli

Durante l’Accademia Antoniana d’arte drammatica ho studiato, tra le altre discipline, regia con Gianfranco Rimondi, movimento con Raffaele Milani, recitazione, dizione e ortoepia con Giuseppe Caruso, musica con Salvo Nicotra, e ho svolto il mio stage nella sede Rai di Bologna.

Durante i quattro anni del corso di laurea in DAMS (vecchio ordinamento) presso l’Alma Mater Studiorum – Università di Bologna, focalizzato su discipline storiche, critiche e metodologiche nei linguaggi espressivi dello spettacolo (teatro, cinema, con alcune incursioni nell’arte), oltre ai corsi accademici, ho avuto l’opportunità di partecipare ai seguenti spettacoli, frutto di laboratori: con il Living Theatre, Una giornata nella vita della città (regia di Judith Malina, in piazza Maggiore, Bologna); con Giuliano Scabia: Brekekex koax koax. Dioniso di pancia e culo nelle Rane di Aristofane; con il M° Umewaka, teatro No (teatro La Soffitta, Bologna).

Il palcoscenico è scuola da cui sempre si impara: oltre ai laboratori condotti da Ptah Brown (Roma 2008); Cristina Pezzoli (Pistoia 2009); Yves Lebreton (2015), ci sono state le lezioni assorbite per osmosi dei tanti colleghi con cui ho condiviso anni, spettacoli e sogni.

Amo ricordare in questa sezione le mie prime esperienze con la musica, il teatro e la radio, che hanno segnato profondamente la mia formazione. La mia prima lingua musicale è stata il canto popolare: tra i primi versi che ho imparato ci sono le canzoni di mio zio Paolo Farina, con il quale dal 2000 ho registrato i dischi che trovate nella sezione “Discografia” alla voce Etnoritmo. Da bambina il teatro era un gioco praticato a scuola grazie a Franco Lestingi e successivamente a Nico Manghisi (con la sua compagnia filodrammatica Ciccio Clori: maestri del tempo comico e brillante). A 16 anni ho scoperto la radio e il lavoro con la voce: dalle mie finestre vedevo Radio Puglia, seguitissima stazione radiofonica nella provincia di Bari. Un giorno ho attraversato la strada e ho chiesto a Maurizio di Bari, il fondatore, di insegnarmi il mestiere: lui divertito, mi affidò un programma. Questi primi lavori sono stati i semi di una pianta che continuo a coltivare ancora oggi.

Amo profondamente il canto e la sua sacralità: per disciplinare il primo e comprendere la seconda, dal 2010 canto nella sezione dei soprani del coro della Basilica Patriarcale di San Domenico, a Bologna. Si tratta di un coro liturgico non professionale, con cui collaboro per amicizia e per il piacere di condividere la musica in un contesto di profonda spiritualità, dove il canto assume una dimensione sacra, che unisce il rigore della preparazione musicale con l’autenticità dell’intento e la profondità dell’esperienza.